HP14 e regime transitorio: la nota del Consiglio dei Chimici

08 marzo 2018

Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Chimici è tornato a pronunciarsi sullo spinoso tema della classificazione con una nota interpretativa del 28 febbraio scorso prot. n. 1, che si rivolge sia all’interpretazione del testo del Reg. (UE) 2016/1179 sia alla valutazione della caratteristica Hp 14 e, quindi, alla questione controversa dell’applicabilità del Reg. (UE) 2017/997 durante la fase transitoria (prima cioè del 5 luglio 2018).
La nota giunge nello stesso giorno dell’altra del Ministero Ambiente prot. n. 3222, che risolve la questione della omissione nella versione italiana della direttiva del riferimento alla “tossicità acquatica cronica (long term acquatic hazard)” alla quale, secondo il testo inglese, non dovrebbe applicarsi il fattore M introdotto invece dal regolamento per la sola tossicità acuta. Anche il consiglio dei chimici conclude che i fattori M indicati per i composti del Rame riportati nel Reg. (UE) 2016/1179 devono essere considerati vincolanti solo ed esclusivamente per la classificazione dei composti del Rame “nella categoria di pericolo per l’ambiente acquatico Acuto 1” e non “nella categoria di pericolo per l’ambiente acquatico Cronico 1” che, salvo valutazioni diverse da parte del produttore/importatore della sostanza (cd. “autoclassificazione”) può essere ancora assunta uguale a 1. Pertanto la frase “I proposti fattori M non dovrebbero tuttavia essere inclusi…” deve essere intesa recitare “I proposti fattori-M [a lungo termine] non dovrebbero tuttavia essere inclusi…”.
La nota del Consiglio dei Chimici si articola poi in un breve capitolo sulle relazioni tra i quadri normativi esistenti in materia di valutazione della pericolosità di sostanze/miscele e in materia di valutazione della pericolosità dei rifiuti ove si afferma che la legislazione sulle sostanze e miscele pericolose non è mai applicabile ai rifiuti.
Il capitolo successivo affronta la delicata questione del Reg. (UE) 2017/997, che definisce i nuovi criteri europei per l’attribuzione della caratteristica di pericolo HP 14 «Ecotossico» a taluni rifiuti e il regime transitorio vigente in Italia in forza dell’articolo 7, comma 9-ter, Dl 78/2015, così come convertito dalla Legge n. 125/2015.
Il Consiglio espone la sua argomentazione concludendo che “nell’espressione di un giudizio di pericolosità di un rifiuto che preveda la possibilità di valutare la categoria di pericolo HP14 “ecotossico”, sia deontologicamente corretto riferirsi, anche prima del termine perentorio di entrata in vigore del Reg. (UE) 2017/997 (5 luglio 2018), al contenuto dello stesso e, più in generale, all’allegato III della Dir. 2008/98/CE, poiché il quadro normativo nazionale in materia di attribuzione di codici EER, e pericolosità dei rifiuti, è incoerente col preminente quadro normativo europeo”.


Nota Consiglio Chimici