Ambiente Legale Digesta Luglio-Agosto 2017

Gestione

Il privato che raccoglie rifiuti a fini di lucro: la buona fede non basta


di Greta Catini


Con il presente contributo si vuole procedere alla disamina degli istituti giuridici della buona fede e dell’errore scusabile in relazione alla responsabilità penale in materia ambientale.
La Sentenza della Corte di Cassazione del 20 gennaio 2017 n. 2996, affronta la fattispecie relativa alla gestione di rifiuti di metallo, in quantità eccedente il limite annuale consentito, da parte di una privata cittadina non munita delle necessarie autorizzazioni ed accusata, quindi, dei reati di cui agli artt. 81, comma 2, cod. pen, e 256 comma 1 lett. a) del D.Lgs. 152 del 3 aprile 2006 (di seguito TUA), ponendo limiti circa l’applicazione del c.d. errore scusabile, in base alla quantità di rifiuti trasportati e al numero di operazioni svolte.


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