Ambiente Legale Digesta Gennaio-Febbraio 2018

Gestione

Il delitto di inquinamento ambientale in sede di fumus cautelare


di Giulia Todini

In occasione della sentenza della Suprema Corte n. 52436 del 16 novembre 2017 si ribadiscono i confini degli elementi costitutivi - abusività della condotta, compromissione e deterioramento della matrice ambientale, nonché significatività e misurabilità della stessa - del delitto di inquinamento ambientale di cui all’art. 452-bis  c.p. In particolare, i giudici nella menzionata sentenza si soffermano a verificare e chiarire le condizioni necessarie ai fini della sussistenza del fumus commissi delicti  nel caso in cui ricorra il sequestro cautelare per lo stesso reato. Ne emerge che - ai fini della applicazione del sequestro preventivo relativamente al reato di cui all’art. 452 bis - non è necessaria la piena prova dell’evento dato dalla compromissione o deterioramento dell’ambiente ma è sufficiente la plausibilità di un giudizio prognostico sulla fattispecie di reato. Con ciò i giudici hanno contribuito a definire una fattispecie - quella del delitto di inquinamento - dal generico dettato normativo.


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