Ambiente Legale Digesta Marzo - Aprile 2017

Gestione

Contaminazione ambientale: l’accertamento del nesso di causalità tra criterio del “più probabile che non” e della “certezza al di là di ogni ragionevole dubbio”


di Giovanna Galassi

“Chi inquina paga” è il principio fondamentale, in Europa, per attuare la risposta al danno ambientale. Tuttavia gli ordinamenti nazionali hanno il potere discrezionale di stabilire, ognuno nella propria realtà processuale, la regola che presiede l’accertamento a livello probatorio del nesso di causalità, la cui indagine spesso si rivela oltremodo complessa. A fronte di prove insufficienti o contraddittorie, la giurisprudenza italiana ricerca il modello risolutivo in ordine alla sussistenza del nesso eziologico e se da un lato si propende per l’omologazione del processo amministrativo-ambientale al processo civile, dall’altro si tende ad avvicinarlo a quello penale. Il positivo riscontro del nesso di causalità potrebbe fondarsi, allora, su presunzioni semplici, secondo il  “più probabile che non”, come nel processo civile oppure, propendendo per una prospettiva più garantista dell’operatore, ricondurre il danno all’operatore “al di là di ogni ragionevole dubbio”.


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