Rimozione dell’amianto

11 giugno 2018

Il Tar Piemonte, Sez. I del 9 maggio 2018, n. 562, si pronuncia in materia di rimozione dell’amianto ricordando che è oggetto di una disciplina ad hoc (L. 257/92, il D.M. 6.9.1994, il D.M. 14.12.2004 e la DGR n. 40-5094 del 18.12.2012), differente rispetto alla disciplina contenuta nel codice dell’Ambiente, per la bonifica dei siti inquinati.
Nel caso in esame, il Sindaco, quale autorità preposta alla sicurezza e alla salute, a fronte dei rilievi da parte degli organi tecnici, aveva ritenuto non tanto di ordinare opere di bonifica, ma di ordinare l’adozione di misure di sicurezza, identificate nella rimozione del materiale, fonte di pericolo, essendovi una situazione di rischio per la salute pubblica, che, sulla base delle risultanze tecniche, non avrebbe potuto essere fronteggiata con gli ordinari strumenti per la bonifica dei luoghi.
L’ordine di rimozione, quale misura di sicurezza, non può che essere rivolto a chi ha la disponibilità del bene. (da ciò nel caso di specie discende la infondatezza del motivo  in cui si richiamano i principi in materia di responsabile dell’inquinamento, applicabili solo in materia di bonifica, non per i provvedimenti d’urgenza).
Si affronta, inoltre, il profilo della responsabilità del fallimento ricordando il recente orientamento, secondo il quale l’obbligo di rimozione dei rifiuti può essere imposto anche al “detentore del momento” per cui, in conformità al principio “chi inquina paga”, la sopportazione del peso economico della messa in sicurezza e dello smaltimento deve ricadere sulla parte dell’attivo fallimentare.